La pagella della nonna. Istruzione femminile a Salerno tra Ottocento e Novecento

Archivio di Stato di Salerno

1 marzo 2018 - Mostre

pagelladellanonna

LA PAGELLA DELLA NONNA

Mostra documentaria 1-8 marzo 2018

 

La Festa della Donna 2018 è sembrata un’occasione da non perdere per iniziare ad esporre alcuni documenti scaturiti dalle continue ricerche e riordinamenti che si realizzano in Archivio. Si tratta delle pagelle originali allegate alle domande di assunzione presso la Direzione Provinciale delle Poste, oggetto di un riordinamento iniziato in gennaio, la cui analisi ha condotto ad esaminare anche i documenti del Provveditorato agli Studi e quelli della Federazione di Salerno del Partito Nazionale Fascista, entrambi  riordinati nello scorso anno. Dal combinato delle tre inventariazioni è scaturita l’idea di realizzare una piccola mostra al femminile con il titolo de La pagella della nonna, laddove il sostantivo nonna è da prendere in senso lato, trattandosi di documenti collocati tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento.  

Le pagelle sono generalmente riferite a studi elementari inferiori o superiori, con qualche presenza di istituti di grado maggiore, e mostrano un andamento didattico preciso che, a volte, può far sorridere come ad esempio la calligrafia: non è facile spiegare agli allievi delle nostre scuole, sempre più avvezzi alla tastiera piuttosto che alla penna, come possa essere materia di insegnamento la “bella” grafia. Altra  curiosità è la materia definita lavoro donneschi, insegnata anche nella Scuola superiore femminile, oltre che nelle elementari,  con le sue forti implicazioni di genere che ci portano ad un tempo lontano anni luce dalla realtà attuale. Altre materie presenti nella Scuola normale superiore femminile  sono il canto  e la orticultura e bachicultura segno di un’attenzione per  attività didattiche ritenute indispensabili per le future maestre.    

L’andamento dell’anno scolastico risulta organizzato, generalmente, in bimestri nelle pagelle più antiche mentre si giunge al trimestre in quelle del periodo fascista. Tra quest’ultime si nota la bocciatura di un’allieva in seconda elementare; l’alunna ripeterà la classe nell’anno successivo, come dimostrano le due pagelle consecutive.

Un riscontro alle attività didattiche è dato dalle visite ispettive che il Provveditorato organizzava regolarmente a carico delle scuole e dei singoli maestri. Un corpo ispettivo ben organizzato e molto severo nei giudizi ha prodotto, nel tempo, migliaia di fascicoli ispettivi che hanno consentito di effettuare un riscontro sull’attività delle maestre che compilavano quelle pagelle. Ne risulta un quadro abbastanza preciso e dettagliato sul tipo di insegnamento, sul numero delle allieve e sui libri di testo utilizzati. Non mancano i riferimenti alle strutture scolastiche, spesso giudicate insufficienti per spazi e carenti per attrezzature.

Un cenno a parte “merita” uno degli ispettori che, nel giudizio dato alla direttrice della scuola elementare di Nocera Inferiore, segnala una sua eccessiva bontà di cuore mentre risulterebbe ben più efficace, a suo parere, una rigidezza giusta sia verso le allieve sia verso le maestre. Il rigore di questo ispettore si conclude con il consiglio (che risulta oggi estremamente paternalistico e irritante) alla direttrice ad educar molto e istruire quanto basta, ricordando che la donna ha grande bisogno di educazione.

Completano questo breve panorama dell’istruzione pubblica femminile alcuni temi svolti da allieve della scuola elementare di Sessa Cilento in pieno periodo fascista. Le tracce son quanto mai significative del clima dell’epoca passando dalle sensazioni che si potrebbero provare a guidare una centuria di piccoli abissini, (tema assegnato a conclusione della conquista dell’Etiopia), a cosa si prova ascoltando i comunicati radio del periodo bellico. Nei temi, redatti evidentemente con le rigide indicazioni delle maestre, si nota, tuttavia, il travaglio di un’epoca che passa da una granitica certezza dell’invincibilità italiana a qualche dubbio posto dai comunicati che vedono il soldato italiano costretto ad indietreggiare di fronte ad un nemico molto più forte. (Renato Dentoni-Litta)